Cultura, Turismo e Biblioteca del Comune di Altopascio

  Siete in  Siete in : Home
indietro
01/07/2009
I Sigilli dell'ospedale di Altopascio segni di autorità, simboli di salvezza

 

“I sigilli dell’Ospedale di Altopascio, segni di autorità, simboli di salvezza”, è il titolo della mostra che si è tenuta nella Sala Granai di Piazza Ospitalieri dal 9 al 23 maggio scorso. L'esposizione è stata organizzata dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Altopascio con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e curata da Franca Maria Vanni, collaboratrice della Fondazione Ivan Bruschi di Arezzo, che da anni opera nel settore della numismatica antica.

Essa aveva per tema un argomento fino ora mai toccato nella vasta letteratura che fino ad oggi si è occupata di Altopascio, dei suoi frati dell’Ordine del Tau e del suo celebre Ospedale, nodo cruciale nel Medioevo lungo il percorso della Via Francigena. Si trattava infatti dei sigilli dei frati ospitalieri, ovvero dei segni che, per l’autorità che i titolari ricoprivano, venivano usati al posto della firma per convalidare atti riguardanti l’Ospedale o una “obedientia”, cioè una casa dipendente, o nei quali la presenza di una frate di Altopascio era indispensabile per la legalizzazione del documento.

Gli esemplari presentati, alcuni dei quali di ottimo livello artistico, provenivano dalle collezioni dei musei di Torino, Cagliari, Siena, Firenze, Roma, ed è la prima volta che sono stati esposti al pubblico. Tra questi si possono citare il sigillo di Ugolino Grifoni, Maestro dell’Ospedale di Altopascio dal 1544, inciso sicuramente da un grande artista, di cui non sappiamo il nome, vista la qualità del disegno e attualmente conservato all’Archivio di Stato di Firenze. Oppure il sigillo di Ivone de Berrettani, sindaco dell’ospedale parigino di San Iacopo di Altopascio del XV secolo e proveniente dal Museo dell’Armeria Reale di Torino.

Un campo della ricerca storica, se pur specialistico, che riveste grande interesse anche per il pubblico dei non addetti ai lavori perché tocca i campi più disparati: dalla storia dell’arte, al diritto, alla storia sociale. Questa raccolta è il frutto di un anno e mezzo di ricerche effettuate nei musei italiani da Franca Maria Vanni che ha raccolto gli esemplari originali dei sigilli (cerei o matrici bronzee) adoperati, dal medioevo alla fine del XVI secolo, dai diversi membri dell’Ordine di San Iacopo di Altopascio e comprendere la loro funzione in età medievale come alternativa alla firma che in pratica non esisteva come la intendiamo oggi. Il sigillo rappresentava quindi un vero e proprio rito perché il suo uso permetteva di legalizzare tutti i documenti in assenza della firma oppure sovrapposto ad una croce tracciata sull’atto che si voleva registrare. Già noti nel campo dell’erudizione antiquaria del XVIII secolo, la prima segnalazione si ha solo nella seconda metà dell’Ottocento a corredo illustrativo della pubblicazione di documenti d’archivio nei quali era citato il nome di un maestro inciso anche sul sigillo.

I sigilli dei frati ospitalieri non sono mai stati oggetto di uno studio specifico anche perché se ne conoscevano le immagini da disegni ma, per la grande maggioranza di essi, era del tutto sconosciuta la sorte subita dai pezzi originali, se dispersi o finiti in qualche raccolta museale. “E’ stato un lavoro lungo e complesso - spiega la curatrice Franca Maria Vanni – ma si tratta di frammenti di storia molto significativi perché ci permettono di scoprire un aspetto della vita monastica e sociale del medioevo ai più sconosciuta”.

La mostra può essere ancora in qualche modo visitata, dato che di tutti i pezzi originali sono stati realizzati dei calchi in plastilina. Questi ultimi sono quindi ancora il fulcro dell'esposizione, che è stata riallestita presso il Loggiato Mediceo di piazza Garibaldi.

Di seguito si danno alcune immagini dei sigilli e dei pannelli della mostra.

 

 

 

   

 

 

 

I Cataloghi sono reperibili presso la Biblioteca Comunale.

 

 

 


indietro