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18/06/2012
Campagna di scavo del monastero Camaldolese di Badia Pozzeveri

L’antica abbazia camaldolese di San Pietro era un centro di grande importanza della vita monastica e culturale tra XI e XIV secolo ed è oggi tappa significativa per i pellegrini della via Francigena.
L’abbazia conserva parzialmente in elevato le strutture medievali: la base della torre campanaria risale probabilmente all’XI secolo, epoca della prima canonica di Pozzeveri; della chiesa conserva il transetto, parte dei fianchi e l’abside, che risulta paragonabile agli esempi migliori del romanico lucchese del XII-XIII secolo. Le restanti parti dell’abbazia risultano disperse e probabilmente sepolte.
L’indagine archeologica, innaugurata la scorsa estate, è stata intrapresa dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa in accordo con la Soprintendenza Archeologica della Toscana, grazie ai finanziamenti del Comune di Altopascio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il cantiere, durato sei settimane tra il luglio e l’agosto del 2011, ha interessato quattro aree diverse con lo scopo di riportare alla luce i resti dell’abbazia, indagando la ritualità funeraria medievale e acquisendo materiali che permetteranno di conoscere caratteristiche biologiche e patologiche degli abitanti dell’area. Tutto questo ha consentito l’avvio di un’analisi più completa della cultura materiale legata a questo insediamento religioso collocato lungo il cammino della via Francigena, gettando così nuova luce sulle attività sociali e commerciali di questo importante centro monastico dell’area lucchese.
La nuova campagna di scavi si è tenuta nei mesi di giugno e luglio 2012 e ha approfondito l’indagine nelle quattro aree aperte lo scorso anno.

www.paleopatologia.it/Badiapozzeveri/BP11/giorno.php


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