Cultura, Turismo e Biblioteca del Comune di Altopascio

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Cenni Storici L’ospedale dei Cavalieri del Tau di Altopascio, che nel Medioevo ebbe il compito di accogliere e curare i pellegrini in transito per questa zona, già esisteva nel 1084, ipotizzandone la nascita tra il 1073 ed il 1081. L’ordine di Altopascio prese come proprio simbolo il segno del “Tau”, lettera greca che evocava, in primo luogo, la caratteristica forma del bordone dei pellegrini, ma al tempo stesso si caricava anche di altri contenuti simbolici, come il richiamo alla croce. Il 5 aprile 1239 fu concessa ai frati del Tau da papa Gregorio IX la Regola, proprio nel periodo più florido dell’attività dell’ordine ospitaliero. Essa conferiva ufficialmente alla comunità altopascese lo status di Ordine Religioso, significando così soprattutto indipendenza da qualunque altro ordine. L’affermazione dell’ospedale e dei suoi Cavalieri fu precoce, ed avvenne in un tempo relativamente breve. Fra la fine del secolo XI e per tutto il successivo, l’ente altopascese beneficiò di numerosissime donazioni. Divennero così di proprietà della Magione del Tau vasti territori sparsi un po’ ovunque. La gloria ed il lustro di Altopascio valicarono però ben presto anche i confini dell’Italia e i frati fondarono così dipendenze anche all’estero; nel 1180 si stabilirono a Parigi, dove ora è la chiesa di Saint Jacques du Haut-pas, ma arrivarono anche in Spagna, dove la Magione annoverava dipendenze ad Astorga, Pamplona ed El Perellò. Il XIII secolo fu anche il periodo dell’abbellimento e dell’ampliamento delle strutture ospedaliere, basti pensare al campanile, ultimato nel 1280, che costituiva un segno visibile di speranza e conforto per tutti i pellegrini che transitavano nella zona paludosa delle Cerbaie, orientati anche dai rintocchi della “Smarrita”, una campana fatta costruire nel 1325 da Lazzaro Saggina, Maestro generale. Tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400, Altopascio soffrì della crisi che investì questa zona della Toscana alla fine del Medioevo. Nel 1459 pertanto l’ordine cavalleresco dei frati Ospitalieri fu soppresso da papa Pio II, mentre l’ospedale continuò a vivere sotto la guida della famiglia fiorentina dei Capponi ed il complesso della Magione si ridusse ad una ricca proprietà fondiaria, ampliata e profondamente ristrutturata. Nel 1773 il Granduca Pietro Leopoldo I chiuse definitivamente l’ospedale e con esso la sua secolare storia, contrassegnata in tutto il mondo Cristiano dall’ospitalità che aveva offerto: altro non rimase che una grossa fattoria. Sul finire del ‘700 però il quadro cambiò: sulla spinta della riforma agraria il Granduca iniziò a vendere la fattoria a privati cittadini, e cominciò lo smembramento; il fatto darà impulso ad un aumento della popolazione che sarà sensibile soprattutto nel secolo successivo, quando Altopascio, nel 1881, divenne comune autonomo (era fino ad allora parte del Comune di Montecarlo). Altopascio è oggi un importante comune della Provincia di Lucca, anche se appartiene geograficamente al lembo più estremo della Valdinievole. La caratteristica di centro viario a cavallo di più territori, se lo ha reso famoso soprattutto nel Medioevo, continua ad essere elemento connotante della cittadina: posta infatti fra le province di Lucca, Pistoia, Pisa e Firenze è centro urbano di un certo rilievo. Il territorio comunale è al centro di una zona pia-neggiante molto popolosa e comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Le Spianate, Marginone e Badia Pozzeveri. Le Spianate è la più estesa e dista circa 3 Km dal capoluogo. La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, nel centro del paese, risale al 1592; fu rialzata nel 1616 e nel 1875-76 fu rifatta completamente a spese del popolo dopo i danni provocati dall’incendio del ‘74. Nel 1893 venne rialzato il campanile. Marginone dista circa 3 Km da Altopascio lungo la strada del Pescia. Fin dal 1600 vi esisteva un’edicola o grossa margine con l’immagine della SS. Vergine del Pantheon; nel 1776 fu dichiarata parrocchia. La chiesa, dedicata a S. Maria ad Martyres, fu allungata nel 1850; il patrono è San Giobbe. Badia Pozzeveri, a circa 2 Km da Altopascio, dipendeva dal Comune di Capannori (fino al 1925) e trae il nome dall’antica Badia che qui sorgeva: l’abbazia è ricordata in un documento dell’anno 952. Nel 1056 anche l’ospedale di S. Pietro in Pozzeveri dipendeva dalla Badia. I canonici costituirono qui una comunità, ebbero vita prospera e ai primi del Sec. XII accettarono la regola camaldolese: La Badia venne soppressa nel 1408 con bolla di Gregorio XII e i beni furono uniti alla mensa del capitolo di San Martino in Lucca.
Palazzo municipale Palazzo Municipale L’attuale palazzo municipale era la stalla della fattoria medicea, stabile più basso e piccolo rispetto agli edifici di quella zona. Divenne nel corso del ‘700 proprietà della famiglia Casali, e durante il periodo fascista fu ristrutturato, per divenire “Casa del Littorio”; dalla Liberazione in poi è sede municipale. Fino al 1995 era parte del palazzo un ampio terrazzo, demolito nel corso dei lavori di ristrutturazione che hanno ridefinito l’attuale piazza della Magione. Facciata dell'antica chiesa
L’attuale palazzo municipale era la stalla della fattoria medicea, stabile piu basse e piccole rispetto agli edifici di quella zona.
Divenne nel corso del ‘700 proprietà della famiglia Casali, e durante il periodo fascista fu ristrutturate, per divenire "Casa del Littorio"; dalla Liberazione in pei e sede municipale.
Fine al 1995 era parte del palazzo un ampie terrazze, demolite nel corso dei lavori di ristrutturazione che hanno ridefinite l’attuale piazza della Magione.
Interno della chiesa parrocchiale Interno della chiesa parrocchiale Costruita nella seconda metà del 1100, la chiesa dei Santi Jacopo, Egidio e Cristoforo fu edificata nel periodo di maggior splendore dell’Ordine degli Ospitalieri. Da notare la facciata divisa in due parti: la parte bassa è in pietra liscia, mentre la parte alta, di marmi bianco e verde, è guarnita da ornamenti marmorei; il portale, di marmo liscio, è sormontato da una lunetta con due figure di leoni. Lavorarono alla costruzione di questo nuovo e prestigioso tempio diverse scuole dell’epoca: di certo ebbero parte all’opera le maestranze del pistoiese Gruamonte e del pisano Biduino. La chiesa, che aveva tre porte (una principale e due laterali), fu ritoccata nel XV secolo nel corso dei lavori di ristrutturazione che i Capponi fecero fare all’intero complesso dell’ospedale, quando fu allestito davanti alla chiesa stessa anche un piccolo cimitero. Fra il 1827 e il 1830 la costruzione della nuova chiesa parrocchiale creò purtroppo grandi danni alla vecchia struttura medievale; l’antica chiesa divenne infatti il transetto di quella nuova, rimanendo di fatto svuotata. Nell’interno, sono da notare la bella tavola della Natività di Francesco Morandini da Poppi (XVI secolo), e l’acquasantiera cinquecentesca fatta costruire dal maestro Ugolino Grifoni, sormontata da una statuetta marmorea di Giovanni Battista che pare prodotta dalla scuola di Giovanni Pisano. Interno della chiesa parrocchiale Interno della chiesa parrocchiale Costruita nella seconda metà del 1100, la chiesa dei Santi Jacopo, Egidio e Cristoforo fu edificata nel periodo di maggior splendore dell’Ordine degli Ospitalieri. Da notare la facciata divisa in due parti: la parte bassa è in pietra liscia, mentre la parte alta, di marmi bianco e verde, è guarnita da ornamenti marmorei; il portale, di marmo liscio, è sormontato da una lunetta con due figure di leoni. Lavorarono alla costruzione di questo nuovo e prestigioso tempio diverse scuole dell’epoca: di certo ebbero parte all’opera le maestranze del pistoiese Gruamonte e del pisano Biduino. La chiesa, che aveva tre porte (una principale e due laterali), fu ritoccata nel XV secolo nel corso dei lavori di ristrutturazione che i Capponi fecero fare all’intero complesso dell’ospedale, quando fu allestito davanti alla chiesa stessa anche un piccolo cimitero. Fra il 1827 e il 1830 la costruzione della nuova chiesa parrocchiale creò purtroppo grandi danni alla vecchia struttura medievale; l’antica chiesa divenne infatti il transetto di quella nuova, rimanendo di fatto svuotata. Nell’interno, sono da notare la bella tavola della Natività di Francesco Morandini da Poppi (XVI secolo), e l’acquasantiera cinquecentesca fatta costruire dal maestro Ugolino Grifoni, sormontata da una statuetta marmorea di Giovanni Battista che pare prodotta dalla scuola di Giovanni Pisano. Interno della chiesa parrocchiale Mura castellane lato nord Accanto al Palazzao Comunale é ben visibile la quattrocentesca Porta del Giardino, e a sinistra di quest'ultima si raggiunge il lato Nord delle mura del castello, il tratto meglio conservato. Interno della chiesa parrocchiale Biblioteca Comunale - Foresteria rinascimentale Di fronte all'entrata dell'attuale Biblioteca Comunale si apre un grande terrazzo, sul pavimento del quale sono ben visibili 25 botole: sono i coperchi dei silos del Piaggione, grandi contenitori nei quali erano custodite le granaglie prodotte dalla fattoria. Sotto il terrazzo della Biblioteca sono tuttora visibili i silos pre il grano. Interno della chiesa parrocchiale Interno della chiesa parrocchiale Costruita nella seconda metà del 1100, la chiesa dei Santi Jacopo, Egidio e Cristoforo fu edificata nel periodo di maggior splendore dell’Ordine degli Ospitalieri. Da notare la facciata divisa in due parti: la parte bassa è in pietra liscia, mentre la parte alta, di marmi bianco e verde, è guarnita da ornamenti marmorei; il portale, di marmo liscio, è sormontato da una lunetta con due figure di leoni. Lavorarono alla costruzione di questo nuovo e prestigioso tempio diverse scuole dell’epoca: di certo ebbero parte all’opera le maestranze del pistoiese Gruamonte e del pisano Biduino. La chiesa, che aveva tre porte (una principale e due laterali), fu ritoccata nel XV secolo nel corso dei lavori di ristrutturazione che i Capponi fecero fare all’intero complesso dell’ospedale, quando fu allestito davanti alla chiesa stessa anche un piccolo cimitero. Fra il 1827 e il 1830 la costruzione della nuova chiesa parrocchiale creò purtroppo grandi danni alla vecchia struttura medievale; l’antica chiesa divenne infatti il transetto di quella nuova, rimanendo di fatto svuotata. Nell’interno, sono da notare la bella tavola della Natività di Francesco Morandini da Poppi (XVI secolo), e l’acquasantiera cinquecentesca fatta costruire dal maestro Ugolino Grifoni, sormontata da una statuetta marmorea di Giovanni Battista che pare prodotta dalla scuola di Giovanni Pisano. Interno della chiesa parrocchiale Interno della chiesa parrocchiale Interno della chiesa parrocchiale Interno della chiesa parrocchiale Corticella della Casa Corticella della Casa Corticella della Casa Corticella della Casa Corticella della Casa Corticella della Casa Cantian grande di Fattoria Cantina grande di Fattoria Piazza Garibaldi Piazza Garibaldi Dispensa Dispensa Lato Est delle mura Lato Est delle mura Dispensa Porta Vettori - Piazza Ricasoli Davanti la corte Voltola si apre piazza Ricasoli, detta in epoca medicea “piazza del grano”. La porta, a cui è stata rifatta la merlatura negli anni venti, ha un bel portale cinquecentesco, con una cornice in pietra serena. Loggia Loggia del Pellegrinaio Fatta costruire dai Capponi verso la fine del 1400, la splendida loggia dell’Ospedale ospita la Raccolta Storica, ovvero un piccolo ma interessante museo archeologico. Campanile Campanile Elemento architettonico dominante di tutto il paese è la bella torre campanaria che, per chiunque si avvicini ad Altopascio per strada o per ferrovia, è la prima cosa che salta agli occhi. Porta la data 1280 ed è un bell’esempio di romanico lucchese; se pur ristrutturata e forse in parte modificata nel corso dell’800, mantiene la connotazione di torre medievale che aveva, all’epoca, anche una funzione di fortezza del castello. Fra le moderne campane poste sul campanile c’è ancora oggi la “Smarrita”, campana celebre in tutto il circondario che suonava tutti i giorni, poco prima della notte, per radunare i pellegrini che si trovassero a passare in zona. La Smarrita diffonde ancora i suoi rintocchi, tutti gli anni il 25 luglio, festa di S. Jacopo, durante la processione che celebra il santo Patrono di Altopascio, quasi a manifestare un ideale collegamento fra l’oggi e la gloriosa storia dei Cavalieri del Tau.